Negli ultimi anni si parla molto di sostenibilità, di ambiente e di consumo responsabile. Campagne, manifestazioni e iniziative come l’Agenda 2030 hanno portato il tema al centro del dibattito, indicando obiettivi concreti da raggiungere per costruire un futuro più equo e rispettoso del pianeta. Eppure, quando si parla di moda, la strada è ancora lunga.

Negli ultimi 30 anni, infatti, il settore ha subito una trasformazione radicale: l’acquisto di abiti è quadruplicato e si producono circa 150 miliardi di capi ogni anno, spesso a prezzi bassissimi e in tempi di produzione sempre più rapidi.

A tutto questo si aggiunge un fatto sorprendente: secondo Fashion Revolution, il 90% dei vestiti viene gettato troppo presto, non perché sia usurato, ma per via di lavaggi e trattamenti scorretti.

Le etichette che troviamo sui vestiti, spesso ignorate o non comprese fino in fondo, sono in realtà delle vere e proprie guide. Ci spiegano come lavare, asciugare, stirare e trattare i tessuti per preservarne la qualità. Capirle e seguirle significa non solo proteggere i nostri abiti preferiti, ma anche ridurre il numero di capi che finiscono prematuramente tra i rifiuti.

Una guida al bucato

Spesso non ci rendiamo conto di quanto il bucato possa essere più sostenibile pensando di fare già abbastanza. Non si tratta solo di scegliere prodotti ecologici o metodi naturali: anche interpretare correttamente le etichette dei capi ci permette di ridurre sprechi, preservare i tessuti e prolungare la vita dei nostri vestiti, trasformando un gesto quotidiano in un’azione consapevole.

La modalità di lavaggio fa la differenza

Preferire temperature più basse o programmi ECO riduce notevolmente il consumo energetico, senza compromettere l’igiene. Utilizzare la lavatrice solo a pieno carico evita sprechi e soprattutto, rispettare le indicazioni riportate sulle etichette permette di allungare la vita dei tessuti.
Ad esempio i capi in seta, lana e cashmere richiedono un lavaggio delicato a mano e a basse temperature; mentre l’abbigliamento bianco e resistente, come quello in cotone o la biancheria da letto, può essere lavato a temperatura più elevata, come 60 gradi, per garantire un’igiene più profonda.

Le regole dell’asciugatura

L’asciugatura merita la stessa attenzione: stendere i capi all’aria aperta, quando possibile, è la scelta più ecologica e rispettosa dell’ambiente. Se invece si ha la necessità di utilizzare l’asciugatrice, è fondamentale prestare attenzione ai materiali dei capi inseriti. Tessuti delicati come lana, seta e pile sono particolarmente sensibili alle alte temperature e rischiano di infeltrirsi o perdere la loro forma originaria; per evitare danni, è sempre consigliabile selezionare programmi specifici per capi delicati e consultare le indicazioni riportate sull’etichetta.

Guida al candeggio

Anche il candeggio è un processo di pulizia profonda che serve a eliminare le macchie più resistenti e restituire luminosità ai tessuti bianchi. In pratica, consiste nell’utilizzare sostanze sbiancanti che rimuovono i pigmenti naturali o artificiali presenti sulle fibre. Tuttavia, non tutti i capi possono essere candeggiati: è fondamentale leggere sempre l’etichetta del prodotto per verificare se il simbolo del triangolo (che indica il candeggio) è pieno, barrato o con linee al suo interno, segno che solo candeggi delicati sono ammessi. Il candeggio tradizionale, a base di cloro, è molto efficace ma anche aggressivo: può indebolire le fibre e danneggiare colori e tessuti delicati. Oggi esistono alternative più sostenibili, utilizzando soluzioni a base di ossigeno attivo, che rimuovono lo sporco in modo naturale e rispettano sia i capi che l’ambiente. Utilizzarli correttamente, senza esagerare con le dosi e preferendo cicli di lavaggio a basse temperature, aiuta a mantenere brillanti i tessuti colorati, oltre a ridurre l’impatto ambientale del tuo bucato.

Stirare rispettando i capi

La stiratura è l’ultimo passaggio del bucato, ma non per importanza. Anche qui, attenzione e piccoli gesti consapevoli fanno la differenza. Prima di tutto, è fondamentale regolare la temperatura del ferro in base al tipo di tessuto: il cotone e il lino richiedono calore più alto e un leggero vapore, mentre seta, lana e fibre sintetiche vanno stirate a basse temperature o con un panno protettivo per evitare aloni e danni. Stirare i capi ancora leggermente umidi permette di ridurre il tempo e il consumo di energia, oltre a ottenere risultati migliori senza dover passare più volte sulla stessa piega. Evita di stirare i capi

Evita di stirare capi che non ne hanno davvero bisogno — come alcuni tessuti moderni o sportivi — e appendili subito dopo il lavaggio per evitare il formarsi delle grinze. Così, oltre a risparmiare tempo ed energia, prolunghi la vita dei tuoi vestiti e rendi il tuo bucato più sostenibile.

Anche la scelta del detersivo ha la sua importanza

La scelta del detersivo incide profondamente sull’ambiente e sulla salute!
I prodotti economici spesso contengono sostanze derivati petrolchimici che possono risultare aggressivi anche sulla pelle. Ma l’alternativa c’è!
I prodotti formulati con tensioattivi di origine vegetale e ingredienti biodegradabili, come acido citrico e percarbonato di sodio, rappresentano un’alternativa più sostenibile. Però bisogna fare attenzione: biodegradabile non significa automaticamente ecologico.

Esistono infatti tre livelli di biodegradabilità: aerobica primaria, aerobica totale e anaerobica (in assenza di ossigeno). Un detergente che rispetta solo i primi due criteri, nonostante sia a norma di legge, non ha la capacità di degradarsi nei fondali dei mari, laghi o fiumi, causandone l’inquinamento. I tensioattivi contenuti nei detersivi Greenatural garantiscono una alta degradabilità finale anche in condizioni anaerobiche. Rispettare anche questo ultimo criterio, il più rigoroso, permette di salvaguardare il più possibile l’ecosistema, anche quello marino.
I nostri prodotti hanno un impatto ambientale minimo, perché minimo è il fattore di tossicità che contraddistingue le nostre formulazioni.

Decifrare le etichette

Già a partire dagli anni Ottanta le etichette, con i simboli di lavaggio, sono state rese obbligatorie e comuni. In generale:

  • la bacinella indica la possibilità di lavare il capo in lavatrice, a mano o con acqua fredda/calda/senza acqua;
  • il triangolo indica la possibilità di candeggio;
  • il quadrato mostra indicazioni per l’asciugatura;
  • il cerchio riguarda il lavaggio;
  • il ferro da stiro suggerisce la possibilità o meno di stirare il capo.

5 consigli per un bucato più ecologico ed economico:

  • Scegli le fasce orarie giuste: usa la lavatrice la sera o nel weekend, quando la richiesta di energia è più bassa: risparmierai sulla bolletta e ridurrai l’impatto ambientale
  • Riempila fino in fondo: avvia la lavatrice solo a pieno carico significa meno cicli, meno acqua e meno energia consumata
  • Lava a basse temperature: i moderni detersivi funzionano bene già a 30°, in alternativa i programmi ECO garantiscono igiene riducendo i consumi
  • Preferisci l’asciugatura naturale: stendere i panni all’aperto è economico, ecologico e mantiene i tessuti più morbidi
  • Utilizza detergenti con tensioattivi vegetali ecologici certificati: si biodegradano più facilmente rispetto ai detersivi tradizionali: meglio per l’ecosistema, meglio anche per la pelle.

Scarica qui la nostra infografica per tenere sempre a mente le best pratices per un bucato più ecologico.
Ti consigliamo di stamparla e tenerla in lavanderia 🫧